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Le nostre storie | Precisione nelle profondità: un salvataggio coordinato nella gola di Prodo

Poco dopo le 13:00, un pomeriggio di routine in Umbria, Italia, si è rapidamente trasformato in una complessa operazione di soccorso quando il Centro Regionale di Emergenza 118 ha ricevuto una segnalazione riguardante un canyonista ferito in profondità nella Gola di Prodo. Con l’accesso da terra limitato e un terreno impervio, l’operazione ha richiesto precisione, coordinamento e capacità decisionale calma da parte di tutti i team coinvolti.

Il tecnico di turno del SASU (Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria), in servizio presso la Centrale Operativa 118, ha individuato immediatamente la posizione esatta del canyonista e ha trasmesso coordinate precise alle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria. Dalla frazione di Prodo — unico punto di accesso alla gola — tecnici specializzati del SASU, supportati da personale sanitario, sono scesi all’interno del canyon.

All’arrivo, il team ha trovato il paziente con una grave lesione alla gamba destra. Le prime cure mediche sono state prestate sul posto, prima che il canyonista venisse accuratamente immobilizzato su una barella progettata specificamente per ambienti di gole strette. L’evacuazione è proseguita lungo un tratto tecnicamente impegnativo, caratterizzato da salti rocciosi, dove ogni movimento richiedeva concentrazione e coordinamento.

Quando il team ha raggiunto una sezione della gola idonea al supporto aereo, l’elisoccorso Umbria 118, Nibbio 01, è arrivato in zona. Pilotato dal comandante Avincis Giovanni Ponzo, l’elicottero ha calato nella gola un tecnico di soccorso alpino tramite verricello, consentendo il recupero in sicurezza del paziente a bordo insieme al personale sanitario. Riflettendo sulla difficoltà di mantenere il controllo in un ambiente così ristretto, il comandante Giovanni Ponzo ha dichiarato: «In una gola così stretta, i margini sono incredibilmente ridotti. La nostra stabilità in hovering dipende interamente da una perfetta sinergia con la squadra di soccorso a terra. Tutti sapevano esattamente cosa fare, e questo ha fatto la differenza».

Una volta messo in sicurezza, il canyonista è stato trasportato in volo all’Ospedale di Terni per ulteriori cure.

Questa missione evidenzia il ruolo fondamentale della collaborazione senza soluzione di continuità tra le squadre di soccorso a terra e gli equipaggi aerei. In ambienti confinati e ad alto rischio come la Gola di Prodo, il successo dipende dalla preparazione, dall’esperienza condivisa e dalla fiducia — garantendo che, anche nelle condizioni più impegnative, l’aiuto possa raggiungere chi ne ha più bisogno.